13.03.2018 – MULTA PER CIRCOLAZIONE SU PISTA CICLABILE –

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Questo argomento contiene 1 risposta, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Albi89 5 mesi, 2 settimane fa.

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  • #312

    Giuseppe – Netmotive
    Amministratore del forum

    Oggi, Alberto, corcolando su pista ciclabile e’ stato fermato dai vigili e multato

    Verbale

    E’ stato fatto ricorso.
    Di seguito gli sviluppi della vicenda

    Intanto grazie ad Alberto per aver avuto il coraggio e la voglia di opporsi
    Da parte mia ricevera’ tutto il supporto, anche legale ed economico necessario

    Chi vuole supportare questa causa e seguirne gli sviluppi e’ il benvenuto…

    #315

    Albi89
    Partecipante

    Ciao a tutti wheelers,

    Questa mattina come vi ha scritto Giuseppe, due vigili in moto mi hanno fermato su una pista ciclabile di Torino. Adesso vi racconto l’accaduto:

    Ero praticamente fermo all’incrocio in una via del centro a Torino su una pista ciclabile, quindi per quanto riguarda velocità nessuna lamentela da parte loro.

    Il vigile spulciando sul suo smartphone di vecchia generazione, mi ha fatto vedere questa legge 190. Spiegandomi che le monoruote , non sono: ne veicoli, ne bici elettriche e ne segway pur ammettendo lui stesso che una vera e propria normativa su questi mezzi non esiste, la multa l’ha voluta staccare lo stesso.
    L’importo è di 17,50 € il che veramente basso, per fare un ricorso, ma purtroppo pagando la multa questi mezzi sarebbero sempre multati, ed è per questo che ho fatto ricorso perché trovo inamissible essere nella ragione e dover regalare i soldi al comune di Torino, che di questi tempi tra parcheggi centro bloccato, e macchine ferme ci stanno veramente mettendo in una spiacevole posizione.
    Tralasciando la parte politica di Torino , l’intento è proprio quello di portare questi mezzi nella legalità e non dover passare dalla parte del torto pur sempre rispettando i codici della strada o le aree pedonali.

    Se rispettiamo tutto e non inquiniamo perché dobbiamo PAGARE ???

    Il consiglio che posso dare da questa esperienza è :
    Andare piano
    Rispettare il codice della strada in ogni caso

    #316

    Mapyx
    Partecipante

    Art. 190. c.d.s. Comportamento dei pedoni

    comma 8. La circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura e’ vietata sulla carreggiata delle strade.

    La definizione di pista ciclabile
    L’art. 3 del Codice della Strada contiene una lunga elencazione di definizioni, tra le quali una utile al nostro scopo. Infatti, la numero 39 ci chiarisce il significato di pista ciclabile: “parte longitudinale della strada, opportunamente delimitata, riservata alla circolazione dei velocipedi”, laddove riservata sta a significare che è destinata alla circolazione esclusiva di quella sola categoria di veicoli.

    La sanzione per il mancato utilizzo
    L’art. 182, n. 9, del Codice prescrive che: “I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento”. La conseguenza dell’inosservanza di tale obbligo è la sanzione amministrativa, che va da 25 a 100 euro (art. 182, comma 10, C.d.S.).

    Quindi, dobbiamo tenere a mente che laddove coesistano la carreggiata e una pista ciclabile, deve transitare su quest’ultima, quindi non sulla carreggiata.

    Particolari tipi di ciclabile
    Rinviando ad altro articolo per fornire la classificazione compiuta di tutti i tipi di ciclabile esistenti, per ora ci limitiamo a segnalare che in un particolare caso, i ciclisti sono esonerati dall’obbligo di percorrere la ciclabile: è il caso della pista ad uso promiscuo bici/pedoni.

    Quando gli spazi siano condivisi indistintamente da ciclisti e pedoni, infatti: “Tale fattispecie non può considerarsi quale pista riservata alla circolazione dei velocipedi, secondo la definizione di cui all’art. 3, comma 1, n. 39 del Nuovo codice della Strada (DLs n. 285/1992), proprio perché ammette la circolazione promiscua di velocipedi e di pedoni. Pertanto, per essa, non sussiste l’obbligo di cui all’art. 182 comma 9 del Codice” (parere prot. n. 4135 del 19 gennaio 2009 a firma dell’Ing. Mazziotta, Direttore della Divisione II del dipartimento per i trasporti terrestri e il trasporto intermodale – Direzione generale per la sicurezza stradale).

    Una possibile applicazione della scriminante dello stato di necessità.
    Vi hanno multati perché transitavate in strada e non sulla ciclabile? Sulla ciclabile e non sul marciapiede? Obiettate che la vostra è stata più una scelta obbligata che voglia di trasgredire la legge, spiegando all’integerrimo Agente che la condizione del fondo stradale della pista, non soggetta a manutenzione, costituisce una vera e propria trappola per chi la percorre. Potreste avere ragione.

    La Corte di Cassazione riconosce infatti la sussistenza della scriminante dello stato di necessità, anche nei casi di multe irrogate per infrazioni del Codice della Strada. I requisiti sono però molto precisi: “… l’esclusione della responsabilità per violazioni amministrative derivante da “stato di necessità”, secondo la previsione della L. n. 689 del 1981, art. 4 postula, in applicazione degli artt. 54 e 59 c.p., che fissano i principi generali della materia, una effettiva situazione di pericolo imminente di danno grave alla persona, non altrimenti evitabile…” (Cassazione Civile n. 14269 del 18 giugno 2009).

    #318

    Mapyx
    Partecipante

    Credo che se il vigile escluda il monoruota elettrico dagli altri veicoli secondo la sua interpretazione autorizzati, sia quantomeno costretto a dargli una definizione, includerlo in un sottosistema che risulti non autorizzato alla circolazione, altrimenti sta multando aria fritta. Questo potrebbe però portare al rischio di vedersi multati come a TRENTO per guida di veicolo non omologato, cosa possibile per i monoruota che fanno più di 24 km/h.

    #319

    Giuseppe – Netmotive
    Amministratore del forum

    Questo la copia del ricorso eseguito

    Ricorso

    #322

    Mapyx
    Partecipante

    Il codice della strada italiano introduce il termine acceleratore di andatura o acceleratore di velocità all’interno dell’articolo 190 riguardante le norme di comportamento dei pedoni.

    null

    Nel dettaglio l’articolo 190 recita al comma 8:

    « La circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade »

    Mentre il comma 9:

    « È vietato effettuare sulle carreggiate giochi, allenamenti e manifestazioni sportive non autorizzate….
    Nel Codice non compaiono altri riferimenti agli acceleratori di andatura, né ne viene fornita una loro definizione che possa sciogliere dubbi interpretativi.
    È evidente che l’acceleratore di andatura indica un mezzo di trasporto che non può essere un veicolo né un velocipede (comunemente detto bicicletta). Tali mezzi sono definiti altrove nel Codice, e devono possedere precise caratteristiche.

    Vengono esplicitamente nominati dal Codice come esempi di acceleratori di andatura: Skateboard e pattini

    Per quanto riguarda il Segway vi è una nota del Ministero dei Trasporti, Dipartimento per i Trasporti Terrestri[1], in risposta ad interrogazione di Segway Italia, che ne esclude la classificazione tra gli acceleratori di andatura (poiché trattasi di mezzo non funzionante a propulsione esclusivamente muscolare), e ne permette l’uso sugli spazi pedonali; curiosa inoltre la dichiarata non rilevanza del comma 9 dell’art. 190: come a voler far intendere che il Segway è più sicuro e controllabile dei mezzi classificati come acceleratori, per cui non costituisce (o non può costituire) pericolo per i pedoni.

    Un’interpretazione restrittiva dell’art. 190 porterebbe a concludere che gli acceleratori di andatura possono essere utilizzati senza rischio di sanzioni solo all’interno delle proprietà private o di spazi appositamente riservati. Ma le circolari interpretative istituzionali sopra citate sentenziano diversamente e si allineano a quanto disposto in altri paesi europei, dove già da tempo gli skater e i pattinatori sono assimilati ai pedoni[8].

    Vi è, non solo in Italia, un vuoto normativo riguardante l’insieme dei mezzi di locomozione individuale che non trovano attualmente collocazione entro le categorie prestabilite.

    Per consultare tutta la fonte Wiki : https://it.wikipedia.org/wiki/Acceleratore_di_andatura

    #325

    Gianky3756
    Partecipante

    Il codice della strada nel definire i veicoli soggetti al complesso di norme, fornisce più definizioni generiche nessuna delle quali adattabile al monoruota elettrico, se non altro perchè sempre e comunque si fa esplicito riferimento a veicoli a due o più ruote. Pertanto, nel silenzio del legislatore nessuna sanzione puó essere applicata se non quelle riferite a inottemperanze dei pedoni. Praticamente l’autorità preposta alla vigilanza e controllo del traffico e della strada deve completamente ignorare l’esistenza della ruota sotto i piedi del rider e limitarsi a considerare questo un normale pedone, sanzionabile soltanto per eventuali inadempienze commesse in quanto tale. Se il pedone non puó transitare su piste ciclabili puó avere un senso la multa. Per altri motivi … non sta nè in cielo nè in terra… almeno fin quando il legislatore non ponga rimedio al vuoto normativo e definisca o assimili ad altre categorie di veicoli il monoruota.

    #326

    Ulisse77
    Partecipante

    Speriamo che si riesca a vincere il ricorso!!!!!!

    Se siete d’accordo direi organizziamo una raccolta firme anche per sostenete la causa ed Alberto

    #328

    FULspeed
    Partecipante

    Ciao,
    Purtroppo dipende molto dall’interpretazione che ogni comando di Polizia vuole usare, se tu gli dici che non c’è una norma che regola la monoruota, loro ti rispondono che visto che non è normata allora è vietata… Ed è praticamente quello che hanno risposto a me…

    Ecco cosa mi hanno scritto a seguito di una mia precisa domanda sulla possibilità di usare la ruota:

    (qui cito la risposta pervenutami via Mail)

    …la circolare ministeriale da lei citata (Circolare prot. N. 0026702 del 20/03/2007 del Ministero dei Trasporti (che autorizza i Segway…)) se pur utilizzata dai vari costruttori di questi mezzi (monoruote) per pubblicizzarli come utilizzabili su strada pubblica, non supera quello che è il dettame del codice della strada, per cui per il CdS il suo monoruota è considerato a tutti gli effetti un acceleratore di andatura. Come da lei già indicato nella richiesta di informazione, il suo veicolo non è classificato (al pari dello Segway e di altri mezzi analoghi) tra i veicoli omologati per la circolazione su strada pubblica per cui non posso che confermare quanto già indicato, cioé che lo stesso è considerato dal CdS un “acceleratore di andatura” e che pertanto non ne è consentito l’uso in tutte le parti costituenti strada pubblica (quindi anche marciapiedi), ma solo all’interno delle proprietà private (art. 190 comma 8 e 9 CdS, sanzione di Euro 21.00 ai sensi dell’art. 190 comma 10 CdS). Inoltre, qualora la monoruota superi la velocità di 6 km/h,è considerato alla stregua di un ciclomotore per cui può circolare sulla pubblica via solo se targato ed assicurato ed il conducente deve essere munito almeno di patente categoria AM (ciclomotori).

    • Questa risposta è stata modificata 1 anno, 6 mesi fa da  FULspeed.
    #330

    Mapyx
    Partecipante

    Pienamente d’accordo 😉

    #336

    FULspeed
    Partecipante

    Comunque non penso che si debba fare troppo conto su di una normativa italiana a proposito delle nostre ruote e in genere dei nuovi mezzi di locomozione elettrica. Dico questo perché con i tempi tecnici del ns. governo e del parlamento (sempre che si riesca ad avene uno…) ci vorrebbero sicuramente degli anni!

    Prevedo che invece arriverà prima una legge a livello europeo, dato che esiste già un’iniziativa, capitanata dalla Francia, che porta avanti la proposta di una norma volontaria per regolamentare il mercato di questi mezzi. Aderiscono a questo progetto una lista di grandi societá interessate ad avere un campo ben definito per poter sviluppare i propri prodotti, con i livelli di sicurezza necessari. (Honda (Belgio), Toyota (Francia), Egret (Germania), L-Trott (Francia) et Trikke (Olanda) sono alcuni dei partecipanti. L’idea di questa norma volontaria è quella di anticipare (e quindi anche di “forzare”) la futura regolamentazione prevista dalla Commissione Europea.

    #339

    Giangi80
    Partecipante

    Forse e’ vero
    Noi piccoli potremmo fare ben poco.
    Magari unendoci tutti insieme riusciremmo a portare avanti questa battaglia

    #1120

    Giuseppe – Netmotive
    Amministratore del forum

    Mi piace il tuo spirito di unione ed aggregazione

    🙂

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